Le violette di Napoleone

"In questo luogo solenne e magico, dove si trovano concentrati quegli elementi ai quali Napoleone attribuisce una funzione fondamentale per il benessere umano, la vegetazione che cresce rigogliosa e i maestosi castagni che formano un ampio bosco attirano l'attenzione dell'Imperatore, essendo una delle sue tante passioni la botanica."


Le violette dell'imperatore
Di Gloria Peria

... Nelle città conquistate ha sempre curato anche l'aspetto decorativo degli alberi e ha una particolare predilezione per i viali alberati, dei quali, all'Elba, progetta la collocazione in diversi luoghi.

Alla Madonna del Monte, durante le consuete battute di caccia in sella a Libertin, bianco cavallo di razza corsa, «... tarchiato e dal garretto d'acciaio ...», l'Imperatore ha sicuramente osservato le specie arboree presenti e rilevato anche le varietà di piante che vivono nel sottobosco: accanto alle felci, al pungitopo e alle piccole piante di fragole selvatiche, scopre la presenza - anche se non più in periodo di fioritura - delle violette, molto simili a quelle che si trovano nella sua Corsica.

Il suo amico Goethe avrebbe goduto nel vederle, lui che ne porta sempre con sé dei semi per spargerli ovunque vada contribuendo, cosi sostiene, alla diffusione della bellezza nel mondo. Napoleone nutre per questo fiore una particolare predilezione condivisa anche dalla prima moglie, Josephine, la quale lo aveva voluto presente nel suo matrimonio, ricamato sull'abito nuziale e, fresco, nei buquets delle damigelle.
Si dice che l'Imperatore avesse fatto piantare violette sulla tomba di lei e che alcuni di questi piccoli fiori, raccolti in quel luogo e racchiusi in un medaglione, lo abbiano accompagnato fino alla morte a Sant'Elena.

FAMIGLIA DI NAPOLEONE

L'acquerello, intitolato Famiglia di Napoleone e facente parte delle opere esposte nel Museo Napoleonico romano nella sezione "Mito e Sarcasmo", sembra raffigurare un mazzetto innocente di violette.

Nasconde però, ad osservarlo bene, sotto la foglia a forma di cappello napoleonico, il profilo dell'imperatore.

Di fronte si può intravedere il profilo della moglie e nel centro, in basso, quello del figlio.
La violetta dell'Imperatore

La predilezione per le violette unisce le mogli dell'imperatore: fu proprio Maria Luisa d'Austria (che sarà duchessa di Parma dal 1816 al 1847), sposata in seconde nozze da Napoleone, che sancì la fortuna di questo fiore per il quale nutriva una passione illimitata e che faceva piantare ovunque.

Fatalmente, come a continuare una sorta di file rouge che accomuna questi timidi fiori all'imperatore, un'antica leggenda afferma che i muri della chiesa della Madonna del Monte emanino profumo di violette. La pace del luogo, inconcepibilmente attraente per un carattere iperattivo come quello di Napoleone, il 26 agosto gli farà scrivere alla moglie, l'imperatrice Maria Luisa che non lo raggiungerà mai all'isola: "Je suis ici dans un hermitage à 600 toises au-dessus de la mer, ayant le coup d'euil de toute la Méditerranée, au milieu d'une forest de châtaigniers ...". Ma forse di quelle violette ne fece dono "... a un'amica speciale e lontano da sguardi indiscreti: la contessa polacca Maria Walewska nel buio stellato del Monte Capanne, nella tenda da campo montata accanto al romitorio ...".

Testo tratto da "Santa Maria del Monte - Storia di un Santuario dell'isola d'Elba" di Silvestre Ferruzzi, Enrico Lombardi, Paolo Ferruzzi, Gloria Peria. 2014 Ed. Bandecchi&Vivaldi - Pontedera

Sull'incontro tra Napoleone e la sua amante Maria Walewska è stato pubblicato: "Infinito amore - La passione segreta di Napoleone" di Massimo Nava - 2014 - Ed. Mondadori